domenica 29 aprile 2012

Quella panchina.

E si trovò quella sera seduto su quella panchina. Quella panchina che aveva visto diverse volte, ma quando ero piccolo. Non pensava che un giorno sarebbe diventato uno di quei vecchi, uno di quelli che giocano a carte tutto il pomeriggio, da quando i bambini escono da scuola. La sua vita era scorsa in un lampo. Sempre seduto su quella panchina. E da tre posti che poteva tenere quella panchina, rimaneva soltanto il suo con la pancia che si faceva spazio negli altri due. Era diventato un buzzurro in quel giardino che un tempo lo faceva tremare. Da piccolo aveva sognato che dei drogati uscissero dalle aiuole poste al limite del giardino e si avvicinassero a lui. Era talmente incosciente che non pensava neanche che avessero bisogno di soldi o di una dose, pensava soltanto che volessero bucare anche lui. Dei drogati che non avevano niente, come lui adesso. Erano solo drogati. E lui adesso era drogato di noncuranza di se stesso. La accidia e la finta stanchezza lo trascinavano in ogni terrificante momento della sua vita. Ma era come se fosse passato un attimo da quando sedeva lì, o meglio, si era seduto da giovane. A quei tempi non pensava che alla sua ragazza e alla vita che gli si sarebbe aperta davanti. Con tante aspettative e Speranze davanti a sé. Molte macchine erano passate sulla strada accanto da allora.  Troppe. Come troppi i pensieri e le speranze non realizzate da quello che una volta era il ragazzo che aveva visto quella panchina e per caso ci si era seduto, quella sera.

martedì 24 aprile 2012

Vedi Napoli e poi muori

Napoli.
Perché vedi Napoli e poi muori? Ho esordito così con una signora su di un autobus. Perché dopo aver visto tanta bellezza puoi anche morire. Racconta: Dio, una volta finito il mondo ed il cielo, rimase con un pugno di stelle in mano. Visto che il cielo era già pieno, decise di metterle sulla terra. Così le lanciò e, pensando di distribuirle in modo uniforme, non guardò dove andavano a cadere. Finirono tutte insieme sul bordo del mare. Ecco Napoli. La città delle stelle. Poi, racconta, le persone sono riuscite a sciupare tutto ciò che Dio, per sbaglio, aveva creato. Ma, come si sa, il tocco di Dio non può essere cancellato dalla faccia della terra. Infatti parlando con le persone ed entrando nel loro cuore, guardando le strade ed ogni minuscolo particolare ed ogni dettaglio di ogni struttura, mangiando i cibi e sentendo la sinfonia della città, non rumori che portano confusione, ma una fantastica partitura, che l'uomo non si accorge neanche di comporre, con un orecchio attento e uno sguardo ancora acuto, si riescono ancora a trovare quelle stelle che Dio, per sbaglio, aveva gettato.

sabato 21 aprile 2012

che stia succedendo a noi?... #140 caratteri

<<Ogni anno ci saranno meno parole, e la possibilità di pensare delle preposizioni sarà sempre più ridotta. Anche oggi, naturalmente, non ce nè ragione né giustificazione per lo psicoreato. È tutta questione di autodisciplina, di verifica della realtà. Ma un bel giorno non ci sarà più bisogno nemmeno di questo. La rivoluzione sarà completata solo quando la lingua avrà raggiunto la perfezione. (...) non hai mai pensato, caro Winston, che per l'anno 2050 nemmeno un solo essere umano sarà in grado di capire il significato di una conversazione come quella che stiamo tenendo ora?

Nel 2050, e forse anche prima, qualsiasi sostanziale nozione dell'archelingua sarà scomparsa. Tutta la letteratura del passato sarà completamente distrutta. Chaucer, Shakespeare, Milton, Byron... esisteranno solo in neolingua, non soltanto trasformata in qualcosa di diverso, ma sostanzialmente trasformati in qualcosa che contraddice quel che erano prima. Anche la letteratura del partito si trasformerà. Anche gli slogans si trasformeranno. Come si potrà avere uno slogan, per esempio, come "la libertà è schiavitù" quando il concetto stesso di libertà sarà del tutto pulito? Lo stesso clima del pensiero sarà diverso. Infatti non ci sarà il pensiero come lo intendiamo oggi. Ortodossia significa non pensare, non aver bisogno di pensare. L'ortodossia è non-conoscenza.>>

"Uno dei prossimi giorni - pensò ad un tratto Winston, afferrato da una profonda convinzione - Syme verrà senz'altro vaporizzato. È troppo intelligente. Egli vede le cose le sa esprimere con troppa chiarezza. Il partito di fibre di gente simile. Un giorno scomparirà dalla circolazione. Gli si legge in faccia".

G. Orwell (1948), "1984"

Burlesque

Non mi erano tanto chiari passaggi, adesso ho capito tutto. Meno male che c'è qualcuno che ci spiega. Dice che in quelle sere non c'era niente sesso era solo burlesque. Repubblica sfotte Berlusconi titolando «lo show di Berlusconi a palazzo di giustizia». Ci stiamo ritrovando vivere in uno stato tanto imbarazzante da avere avuto questo personaggio al comando. Ormai siamo senza forza, Anche i giovani, anche io, su cui tutti dovrebbero puntare per rivoluzionare e migliorare la vita, Nessuno si muove più. Come presi da una Assuefazione generale che ci porta soltanto a bere una birra in più la sera, o meglio un Negroni, Per non pensare a ciò che realmente sarebbe giusto fare. Alle volte mi chiedo, e se fossi andato a palazzo Grazioli tirata una pacca sulla nuca rinnovata di Berlusconi, E presa la parola davanti a lui agli altri gli avessi detto di dimettersi, che era l'unica cosa giusta da dire, ma nessuno aveva le palle di farlo? Penso che si debba darsi una mossa. Scriviamo e leggiamo. Questa Può essere per ora una delle nostre più grandi armi...


ireland's sky?

Un altra grande soddisfazione del conosciuto particolare di mondo.


mercoledì 18 aprile 2012

INTERPRETATION




Signor Martin             Preferisco fare un uovo che parlarti di nuovo.

Signora Martin                       (spalancando la bocca) Ah! Oh! Ah! Oh! lasciatemi arrotare i denti.

Signor Smith               Caimano!

Signor Martin             Andiamo a schiaffeggiare Ulisse.

Signor Smith               Vado ad abitare nella mia bicocca tra i miei cacai.

Signora Smith             I cacai nelle cacaiete non dànno cachi, dànno cacao!
                                   I cacai nelle cacaiete non dànno cachi, dànno cacao!
                                   I cacai nelle cacaiete non dànno cachi, dànno cacao!

Signora Smith             I pali hanno i peli, i peli non hanno i pali.

Signora Martin                       Sbuccia la babbuccia.

Signor Martin             Accuccia la gruccia.

Signor Smith               Dà la gruccia alla babbuccia della cuccia del luccio.

Signora Martin           Sputa la buccia.

Signora Smith             Il luccio sul leccio...

Signor Martin             Il leccio guercio luccica, il leccio guercio luccica.




There were doors all around the hall, but they were all locked;
and when Alice had been all the way down one side and up the other,
trying every door, she walked sadly down the middle, wandering how she was ever to get out again.



Titania           
Quale angelo mi sveglia dal mio letto di fiori?

Bottom
(Canta)

Titania           
Ti prego, grazioso mortale, canta ancora.
Il mio orecchio si è innamorato delle tue note,
come il mio occhio è rapito dal tuo aspetto.
Il potere irresistibile della tua virtù mi spinge
fin dal primo sguardo a dirti, anzi a giurarti che t'amo.

Bottom
Mi pare, signora, che non ne avete poi tanta ragione. Però, a dire la verità, oggigiorno
ragione e amore non vanno mica tanto d'accordo. - E' proprio un peccato che non ci sia                    un'onesta persona per rimetterli insieme. - eh, all'occasione so anche essere spiritoso.

Titania           
Tu sei saggio quanto bello.